E’ stata portata a termine la procedura per presentare il progetto all’ANG. L’agenzia Italiana che si occupa di amministrare i programmi Youth in Action.
La scadenza del primo di Aprile è stata rispettata.. C’erano tante cose scritte, tanti appunti e tante idee, ma alla fine la sintesi è emersa.
Il progetto vede Lampedusa come scenario per approfondire migrazioni e valorizzazione della biodiversità. Gli obiettivi sono a breve, medio e lungo termine:
A breve – 2 mesi – l’inizio alla pratica della partecipazione democratica dei giovani coinvolti al progetto, mediante la stesura dello statuto dell’”ecomuseo di Lampedusa” e l’avvio della costruzione del “museo dell’immigrazione di Lampedusa”;
A medio – 1 anno – sviluppare i temi e gli obiettivi del progetto sui territori di provenienza dei partecipanti;
A lungo – follow up – fare dell’Ecomuseo di Lampedusa una piattaforma di sviluppo sostenibile e di scambio giovanile/culturale nell’area Euromediterranea.
Il progetto dura 12 mesi e vede coinvolti Italia e Romania con 36 partecipanti: 12 Lampedusani, 12 Trentini e 12 Rumeni di età tra i 18 ed i 25 anni.
I partecipanti, in un periodo di permanenza di 15 giorni a Lampedusa, conosceranno il territorio e le sue comunità costituendo un’assemblea, articolata in commissioni, per redigere lo statuto dell’ecomuseo.
Attività parallela è la sensibilizzazione dell’identità e della memoria collettiva Euromediterranea rivalutando i reperti dei migranti come beni demoantropologici che rischiano di essere smaltiti come comuni rifiuti.
Il progetto “Museo dell’immigrazione di Lampedusa” nasce per conciliare il fenomeno dell’immigrazione con la vocazione turistica dell’isola. L’idea è nata in seguito alla notizia della incessante triturazione delle barche degli immigrati per fini ecologici (solo nel 2008 sbarcarono circa 31.000 persone sull’isola).
Sebbene non vi fosse nulla da obiettare alla triturazione, le associazioni che prendono parte al bando ritengono che non salvare qualche barca sia un’incredibile perdita di memoria collettiva. Tutta l’isola, amministrazione e cittadinanza, ha offerto infatti un lodevole contributo al superamento delle innumerevoli difficoltà legate all’ondata di sbarchi clandestini di cittadini extracomunitari, impegnando i propri apparati socio-assistenziali e considerevoli risorse economiche. Tutta la popolazione ha dato testimonianza dei più elevati sentimenti di umana solidarietà ed accoglienza verso gli immigrati, riscuotendo l’incondizionata ammirazione e gratitudine del Paese.
Ma la triturazione delle barche rappresenta soprattutto una perdita di memoria per tutti quei futuri cittadini europei che hanno visto i loro cari passare da Lampedusa o, forse, morire in quelle acque.

Il 2010 è l’anno Europeo della “lotta alla povertà e all’esclusione sociale”, ma è anche l’anno che l’ONU ha dedicato alla promozione della Biodiversità. Le due priorità si incontrano e riteniamo siano complementari. E’ infatti promuovendo uno sviluppo ecosostenibile, che valorizzi e sviluppi le attività antropiche nate in uno specifico biotopo, che si può rendere un territorio indipendente da fonti di approvvigionamento esterne e combattere in concreto la povertà.

La costituzione di un ente ecomuseale sull’isola di Lampedusa porterà all’incremento degli studi su come sviluppare le attività dell’uomo, valorizzare le risorse naturali e promuovere un turismo sostenibile, non solo balneare, poiché Lampedusa è anche una riserva naturale e come tale necessità di serie politiche di conservazione ambientale.
La fondazione di un ecomuseo rappresenterebbe quindi un’importante occasione di istituire una piattaforma preposta allo sviluppo sostenibile dell’isola, la quale in futuro consentirà di allungare le stagioni turistiche consentendo la creazione di ulteriori posti di lavoro per i giovani.
Certo si tratta di un percorso a lungo termine, oggi abbiamo solo spiegato cosa abbiamo in mente e quello che ci piacerebbe fare se il progetto sarà approvato.Come andrà a finire? lo saprete presto seguendo il nostro blog! Intanto ringraziamo tutti i coloro che hanno partecipato alla stesura e del progetto, alla sua ispirazione.
Un grazie particolare ai partner:
Young Partners for Civil Society Development
The association for support of youth initiatives in rural area.
































[...] Per approfondimenti: Museo delle migrazioni 1 – 2 – 3 – 4 [...]